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The Bilingual WebZine of ART and CULTURE – Il Webzine dell'ARTE e della CULTURA

Posted by angela On September - 11 - 2014 0 Comment

Gilbert Chesterton scrisse:

“Non sono mai riuscito a perdere la mia vecchia convinzione che viaggiare restringa la mente, perché un uomo, nella propria casa, si trova all’interno di tutti gli altri uomini.  E’ come in un’esperienza universale e pensa grandi pensieri. Al contrario, un uomo che viaggia è divertito o sconvolto dalle mille distrazioni quotidiane, anche se esse sono molto interessanti.  E ‘ il viaggiatore che pensa in piccoli pensieri, e vi è il rischio che queste cose secondarie sostituiscano le cose principali.”

 

Che cosa vuol dire? Sei d’accordo?

Benchè non sia d’accordo con Gilbert Chesterton quando afferma che viaggiare restringe la mente, capisco le sue motivazioni. Credo che significhi che i viaggiatori spesso guardano il valore nominale delle cose. Osservano i dettagli evidenti che gli si presentano, ma non riescono a metterli in un contesto culturale, perciò non afferrano l’immagine più grande. Viaggiare offre molte distrazioni alla mente così i viaggiatori non hanno il tempo di sedersi a riflettere sul significato di ciò che vedono o sentono. Vengono coinvolti nelle cose quotidiane, diverse o strane, senza notare quelle più sottili, cioè le cose più importanti della cultura.

Sono d’accordo con il fatto che i viaggiatori, durante il viaggio, non si concedano il tempo di sintetizzare e analizzare i loro pensieri, Credo che viaggiare aiuti ad espandere la mente, ma lo capisce solo quando si torna a casa e si passa un po ‘di tempo a pensare.

 

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La mia prima impressione dell’Italia è stata d’ adorazione e d’amore. Arrivavo da Londra, Parigi e Nizza e la mia prima notte a Firenze è stata meglio di quanto mi aspettassi. La mia amica ed io eravamo arrivate a Firenze a notte tarda, ma ci siamo sentite completamente al sicuro per le strade, mentre cercavamo di trovare il nostro ostello. La gente era così cordiale ad aiutarci a trovare la strada giusta e il cameriere al ristorante ci ha dato un eccellente servizio clienti. Pero siamo rimaste sorprese per il costo del servizio al tavolo (che non esiste nel Regno Unito o in Francia). Una zuppa di verdura deliziosa ha riempito il nostro stomaco vuoto.
Firenze era turistica, ma non  come Londra, Parigi o Nizza e tutto sembrava molto più genuino. Le strade di ciottoli mi hanno fatto sorridere e gli edifici arancioni e gialli sembravano proprio come la scenografia di un film.
Ho subito capito che questo sarebbe stata una delle mie città preferite al mondo.

Scritto da Elysse  e tradotto per lei da Angela Migliorati Novek

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