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The Bilingual WebZine of ART and CULTURE – Il Webzine dell'ARTE e della CULTURA

Posted by angela On July - 19 - 2011 1 Comment

Le canzoni di Bruno Mars sono come i quadri di Jan Steen, narrano una storia di genere.  E’ la storia di un momento e di una cultura.  Non iniziano controversie, non insegnano qualcosa; raccontano soltanto una situazione, un desiderio o un’emozione,  senza pregiudizi.  Piacciono ai giovani nelle quali si riconoscono, e piacciono ai più grandi perché sono ironiche.

Bruno Mars

Bruno canta quello che i giovani, imbevuti di televisione e alla ricerca dei 15 minuti di celebrità, si aspettano dalla vita: diventare un milionario, o passare un giorno senza rottura di maroni. Ma quello che lui canta rappresenta anche noi di un’altra generazione, se solo lo ammettessimo, ed è per questo che Bruno Mars mi diverte. Chi non ha desiderato almeno una volta di diventare “billionaire” e comprarsi tutto quello che non possiede? O passare un “lazy day” e stare a letto tutto il giorno, senza rispondere nemmeno al telefono? Certo, forse noi non avremmo avuto il coraggio di aggiungere: “ Vorrei essere sulla copertina della rivista Forbes, tra Oprah e la regina” e tanto meno, “Mi metterò con i piedi per aria e fisserò il ventilatore; accenderò la TV e ficcherò le mani nei pantaloni,” ma i giovani non hanno paura di sembrare ridicoli, noi sì.

Anche Jan Steen, il pittore olandese seicentesco del “Genere,”nei suoi quadri racconta delle scene di dissoluzione. Narra il genere umano com’è nella realtà, senza ripulirlo dai vizi; senza lucidarlo nelle intenzioni. I suoi personaggi bevono, cantano, fumano e pensano al sesso non curanti dello spettatore che li guarda. Anzi, quasi sempre nella scena, c’è una figura più audace che con lo sguardo ti invita ad unirti alla festa, e ti rende complice, perlomeno psicologicamente.

Anche Il “lazy day” di Bruno Mars è divertente perché inverte il codice della società competitiva contemporanea. Al suo ritmo di Reggae hawaiano, Bruno ci racconta una verità comica: la vera aspirazione di chi vive pianificando tutto, tenendo sempre in mente un obiettivo di successo, in fondo, è il carpe diem latino, magari “under the tuscan sun”. Finalmente, un americano che sostituisce i tediosi racconti delle mille cose che compie, con un inno all’accidia. Il vizio capitale più aborrito dalla società produttiva è esaltato come una virtù, vissuto senza sensi di colpa, prima dei 65 anni!

La prima volta che ascolti The Lazy Song, Bruno ti è già simpatico; così balli e canti insieme a lui mentre ti vesti, mentre fai il caffè, mentre ti lavi i denti. Poi, un giorno ti capita di fermarti a guardare il video, e ti rendi conto che l’accidioso Bruno ha studiato una strategia di successo vincente e ci ha fregati tutti: lui ti coinvolge nella sua voglia di trasgressione, ma poi, a differenza della società, ti assolve. Ti rende spettatore e protagonista nello stesso tempo e, servendosi delle scimmie, t’invita ad imitarlo. Con ironia ti offre il piacere sensuale del “dolce far niente”e ti rende suo complice. Solo dopo ti ricorda che, mentre tu, con determinazione e autoconvinzione ti sbatti come un matto per completare la lista degli obiettivi da raggiungere tenuta sul cruscotto, lui, con autoindulgenza e autoassoluzione, se la gode.

Bruno Mars and the Monkeys in The Lazy Songs

Non è per noi quel tipo di vita debosciata, non ci renderebbe felici. Lasciamolo lì con le mani in mano (o nei pantaloni) e ritorniamo alla nostra rassicurante efficienza quotidiana. Lavoriamo, produciamo e teniamo tutto sotto controllo. Tra 20 anni potremmo goderci la nostra pensione su un campo da golf. E Bruno? Bruno è lì a godersi la vita adesso e non solo non si sente in colpa per la sua accidia, ma nel frattempo diventa anche un Billionaire.

 Anche quando racconta di tragedie personali, come in Granade, Bruno Mars con la sua musica ritmata e il suo linguaggio da videogiochi è affascinante: lui sarebbe disposto a “catch a grenade” o a saltare davanti ad un treno pur di ricevere l’amore della sua bella. Non avrebbe paura di prendersi un proiettile direttamente nel cervello o di mettere la mano su una lama affilata per quell’amore che desidera tanto. Il dolore non lo spaventa e sarebbe disposto persino a morire per la sua amata. Bruno è un supereroe con le passioni brucianti dei diciassettenni. Come può non piacere?

 

Text by Angela Migliorati Novek ©2011- all rights reserved
Dedicato a Nicolo’ e a tutti quelli che pensano che le profie parlino solo di musei..

Bruno Mars and Travis McCoy in Billionaire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

One Response

  1. Virginia says:

    Molto interessante e appassionante il paragone! Imparare qualcosa di pittura leggendo di un cantante pop… Potresti trovare altri paragoni con altri pittori e altri cantanti, sarebbe interessante! 🙂

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