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Posted by angela On January - 26 - 2011 6 Comments

Donne Italiane Ribellatevi!             We must yell “Enough already!”

 

Sono d’accordo su quello che si dice della sinistra italiana e del vuoto di progettualità che non riesce a colmare, ma il problema di questi giorni non riguarda né la destra né la sinistra, riguarda le donne: e solo le donne possono e devono risolverlo. Tutte insieme dobbiamo urlare “basta” con le parole e i fatti.

Tutte insieme dobbiamo ribellarci alla morale dei vari uomini che dichiarano al mondo che fare la prostituta è un lavoro che ha dignità e chi lo sceglie merita rispetto. Tutte insieme dobbiamo boicottare la cultura degradante maschilista che ci impongono dall’alto e che si ripercuote nella vita quotidiana di ognuna di noi.

Quante donne, nella propria vita, non hanno mai ricevuto un’indesiderata proposta sessuale (esplicita e non) in cambio di un favore o di un diritto? Quante possono dire di non aver mai subito o assistito a frecciatine e ammiccamenti sessuali indesiderati, da parte degli uomini, sul lavoro o in contesti professionali? Quante pensano che non ci sia nulla di male in tutto questo?

L’afroamericana Rosa Parks nel 1960 si rifiutò di cedere il posto ad un bianco sull’autobus, e le autorità l’arrestarono, ma il giorno dopo altri fecero come lei e furono arrestati, e dopo di loro tanti altri seguirono quell’esempio, finché nessuno salì più sugli autobus e le vendite calarono. A quel punto la compagnia dei trasporti capì che doveva cambiare le regole.

Certo era pesante andare al lavoro a piedi, ma era necessario e oggi è necessario per le donne italiane combattere la discriminazione sessuale e il sexual harassment, anche se vuol dire rinunciare ad accendere la televisione, leggere un giornale di gossip dal parrucchiere o comprare un prodotto reclamizzato da corpi femminili denudati.  

Angela Migliorati Novek© 26 gennaio 2011      

 

 

We must yell “Enough already!”

 I agree with the opinions about the Italian left wing, about their hapless behavior and complete lack of ideas; but the real problem today is neither the left nor the right, but rather the women of Italy; and only the women can solve it.  We must yell “Enough already!”  All of us together, in words and in deeds.

We women must rebel against the moral turpitude of the various Berlusconis, Fedes, and Sgarbis who tell the world that being a prostitute is a profession that has its own dignity, and anyone who chooses it deserves respect.  All together, we must boycott this degrading sexist culture imposed upon us from above, that poisons our daily lives.

 What woman, in her own life, has never been the brunt of an unwanted sexual proposal (explicit or not), perhaps in exchange for a favor or even a right?  How many of us can say that we have never suffered or witnessed those taunts, those unwelcome winks and catcalls from men on the job or in other formal situations?  Who still believes that no harm comes from these so called “games”?

In the deep south of the USA in 1960, Rosa Parks refused to yield her seat on a Montgomery city bus to a white woman, and for that act she was arrested.  But the next day, others did just as she had, and they too were arrested, and then others, until the entire black population of Montgomery refused to ride the buses, and the city’s public transport system found itself on the verge of bankruptcy.  At that point the city surrendered, and they agreed to change the rule.  Sure it was difficult to walk to work every day, but that act of protest was needed, and today all Italian women need to combat against sexual discrimination and sexual harassment, even if it means going without the television, living without the daily newspaper and its dollop of gossip at the hairdresser’s, or forgoing the purchase of a product advertised by a woman’s naked body.

Angela Migliorati Novek© 26 gennaio 2011

6 Responses

  1. marina says:

    cara angela, devo dire, invece, che per quanto riguarda la natura umana, diversa da quella degli altri animali e cosa ben diversa dalla dignità personale o della società, il video scaricato da youtube sul harassament sex parla molto chiaro, e lì “sì” che ci sentiamo tutti simpaticamente coinvolti. a presto marina

  2. alessandra says:

    Ciao Angela,
    giusto! tutto giusto, solo mi chiedo se il problema sia solo (e non è poco) di carattere femminile. Queste “escort” non sò fino a che punto abbiano accettato questo ruolo per necessità e non forse perchè questo consentiva loro di risolvere altri problemi di carattere pratico come la presenza in qualche programma televisivo oppure il facile guadagno. Quindi non è solo un problema femminile ma forse legato al degrado sociale, dove conta più l’apparire rispetto al contenuto.

  3. marina says:

    Cara Angela, hai scritto il tuo appello in tempi non sospetti, infatti dopo qualche giorno è stato proclamata la manifestazione per la dignità della donna. Francamente, dopo aver sentito vari commenti sulla questione, mi sono sentita offesa da questa necessità di proclama per il semplice motivo che io tengo personalmente alla mia dignità e così dovrebbe essere per ogni individuo che abbia avuto la fortuna di avere una cultura media in una società progredita (e ricordo che la prima società è la famiglia); ma proprio qui sta il problema siamo sicure che la nostra società sia progredita anche a livello civico e morale? Se dobbiamo parlare di dignità, nell’Italia d’oggi, mi sembra che nessuno abbia ad essere orgoglioso, senza distinzioni di sesso. Sono forse felice nel pensare che mio marito o i miei figli possono essere considerati praticanti del “bunga bunga”? E quando consideriamo la mercificazione delle donne come un problema gravissimo non dovremmo innanzi tutto pensarla in riferimento a chi viene sfruttata sulle strade, magari emigrata e picchiata a sangue se non guadagna i suoi 10 euro? O fa più specie sentire una ragazzina diciasettenne dichiarare che è meglio prendere 5000 euro a notte piuttosto che 900 al mese da impiegata? C’è molto da fare a livello morale, su questo concordo con te, perchè fino ad oggi abbiamo praticato una grande libertà economica e culturale, ma senza nessun riferimento alla sana relazione con sé stessi e l’altro.

    • angela says:

      Anch’io non sono scesa in Piazza domenica 13 febbraio. Sapevo già che non ci sarei andata quando ho scritto il post “Donne Italiane Ribellatevi” perché, per carattere, preferisco il gioco individuale a quello di squadra.
      Non so come spiegare quello che ho appena detto senza sembrare arrogante e antipatica a chi non mi conosce, ma la verità è che le scelte che ho fatto nella vita mi hanno permesso di essere un modello diverso, difficile da catalogare. Forse era quello a cui ambivo fin da bambina.
      Angela

  4. Isabella says:

    questo articolo mi piace!

  5. Olga says:

    Cara Angela, mi vien da risponderti “la politica, la grande assente”, non vorrei dimenticarmene in mezzo a tutto questo bailamme di “tettopolis atque sculettopolis” non vorrei che l’antica questione squisitamente culturale della reificazione del corpo femminile fosse ridotta a mero strumento-toh, che novità!- per distogliere l’attenzione dai contenuti politici. Ti dirò di più: non faccio distinzione tra i fallimenti del dibatitto politico e il ruolo della donna che ne emerge. Insomma secondo me il grado di civiltà di una società e del suo rapporto con il mondo politico, si misura confrontandolo con il livello di considerazione della donna.

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