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Posted by angela On November - 12 - 2011 1 Comment

Avevo scritto questo post in primavera quando la situazione politica italiana aveva rasentato il patetico, ma non l’avevo mai pubblicato.  Oggi che tutti stiamo cercando di indovinare chi saranno i parlamentari del nuovo governo tecnico di Mario Monti, lo pubblico.

Wishful Thinking.

“Onorevole? Prof, ma cosa vuol dire onorevole?” Già, cosa vuol dire? Prendo il dizionario per controllare l’etimologia della parola e verificare se il vocabolo ha, oltre a quello che già conosco, anche un significato nascosto o idiomatico da me dimenticato. Non esiste. Onorevole viene da onore.
“Prof, ma come potete chiamarli onorevoli quelli del vostro governo? Corrotti, accusati, condannati, prescritti tutto fuorchè onorevoli!” Già, come possiamo?

Cerco nella mente il nome di un politico da citare che salvi la nostra faccia, la nostra cultura e il nostro vocabolo, ma niente. Impossibile.

Per quale motivo, proprio noi italiani abbiamo deciso di chiamarli onorevoli? Gli inglesi li chiamano MP, Members of Parliament; i tedeschi li chiamano Mitglied des Parlamentes. Gli spagnoli: Su Señorías del Parlamento e persino i portoghesi li chiamano Deputados do Parlamento.

wishful thinking

Se poi gli si rivolge la parola o li si nomina per titolo, gli Americani prima del nome dicono “Mister…” per un parlamentare e “Senator..” per un senatore. I tedeschi dicono soltanto “Herrn Abgeordneten”; Gli spagnoli “Su Señoría…” e i portoghesi semplicemente  Senhor Deputado.   E noi? Noi diciamo: Onorevole Tizio, Onorevole Caio.   Con tutti gli esempi di corruzione di cui è piena la nostra storia, dovevamo proprio chiamarli: “pieni di onore?” Cosa stavamo pensando? Wishful thinking, direbbero gli anglosassoni! Certo nemmeno noi avremmo pensato di toccare il fondo in questo modo: i tempi di Caligola sembravano lontani.

Da giorni guardo il telegiornale e leggo i quotidiani per trovare un nome da portare in classe e mi sforzo di immaginare esempi di onorevolezza nei nostri parlamentari. Poi un giorno un gesto del presidente Napolitano mi commuove fino alle lacrime. Tra tutto quel marciume, lui è l’esempio che cercavo: la definizione del termine “onorevole”. Non deve interessarci se era ed è rosso, verde o blu. Lui è l’unico esempio che ci rimane per salvare la faccia, la cultura e il vocabolo.

Speriamo che il Senatore Mario Monti capisca a fondo l’etimologia della parola.

 

Text by Angela Migliorati Novek ©2011- all rights reserved

 

One Response

  1. pupi says:

    Brava Angela hai spiegato benissimo che le parole devono essere seguite da fatti coerenti. Solo così hanno un significato. Questo è proprio il tempo in cui si sentono tante parole…ma quando si devono mettere in atto le cose cambiano e non rimane nulla.

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